Le cornici e la carta

di Alice Olivieri

I quadri vivono nelle cornici”
J. Ortega y Gasset, Meditazioni sulla cornice

Avevo intenzione di iniziare parlandovi della storia dei due oggetti citati nel titolo, con il rischio di perdermi, tentando di risalire al momento storico in cui sono comparsi e a quello in cui si sono incontrati. Così facendo avrei inoltre perso di vista l’obiettivo che vorrei raggiungere: far capire l’importanza di due oggetti presenti in tutte le nostre case e che, proprio per questo, passano spesso inosservati. Ad esempio, provate a guardarvi intorno passando da una stanza all’altra: vi accorgerete che la carta è ovunque.

Entrambi gli oggetti sono protagonisti, più di altri già ampiamente trattati negli anni, della vita di tutti i giorni. Entrambi sono mezzi di comunicazione, strumenti per veicolare le idee e le immagini da un soggetto ad un altro: la cornice per individuare una superficie e inquadrarla, in modo da distinguerla dal resto, attirando su di essa lo sguardo; la carta come supporto fondamentale per la scrittura e per l’arte. Entrambi dati per scontati perché nascosti, appunto perché utili a veicolare altri contenuti, che distolgono i destinatari dalla loro evidenza materiale e dalla loro funzione.

Ci troviamo al cospetto di due oggetti che sono anche dei concetti, “cose” fisiche che rappresentano qualcosa.
Da un lato abbiamo la cornice, una finestra su cui affacciarci per ammirare meglio quadri, stampe, fotografie, l’attestato della nostra laurea o il disegno di uno dei nostri figli. Cesare Brandi, storico del restauro per eccellenza, ci parla della cornice come raccordo spaziale, un filo doppio che lega l’ambiente all’opera e l’opera allo spettatore.
Dall’altro abbiamo la carta, un supporto magico dentro cui e su cui si raccolgono una miriade di concetti “umani”: comunicazione, chimica, conoscenza, arte, artigianato, solo per citarne alcuni. Spesso come materiale legato all’arte infatti si pensa alla tela. Eppure, la carta lo è stata prima della tela, fungendo da supporto a cui gli artisti hanno affidato da sempre le idee iniziali, quelle da perfezionare, cancellare e correggere: i bozzetti. Come materiale su cui studiare, sul quale dimostrare prima di tutto a sé stessi la propria conoscenza e la propria abilità.

Insomma un materiale versatile, che in Occidente conosciamo dal Medioevo ma che in Oriente è parte della vita già dal II secolo d. C. Un materiale che, in quanto tale, va incontro a dei deterioramenti con il passare del tempo, cosa che mi riporta sul binario principale: il rapporto con la cornice e, nella maggior parte dei casi, il diventare cornice con il nome di passe-par-tout.

Le funzioni della cornice possono essere divise in due categorie. La prima, quella più evidente, è la funzione estetica, la presentazione dell’opera, l’espediente che dirotta lo sguardo su di essa. La seconda, quella che più interessa a coloro che come me lavorano sulla conservazione dei materiali di cui si serve l’arte, è la funzione protettiva. La cornice, con il vetro e il materiale retrostante che isola la stampa o il disegno dal muro, costituisce l’ambiente in cui l’opera dovrà vivere per un periodo di tempo. Si crea quindi un microclima, chiuso e protetto, in cui il foglio sarà al sicuro da eventuali attacchi, che possono essere perpetrati da animali, batteri, polvere. Ma vi sono alcuni parametri che devono essere rispettati per garantire questa sicurezza. La carta parte del montaggio in cornice (il passe-par-tout e la carta che chiude il “pacchetto” posteriormente) deve essere di buona qualità, ovvero non deve essere acida. Tutti i materiali devono essere puliti, in modo da non chiudere l’opera insieme a possibili “aggressori” (polvere, batteri), e il vetro deve essere distante di una certa misura dall’opera per lasciarle un certo respiro. Non mancano casi di disegni a pastello che si sono completamente trasferiti sul vetro perché troppo vicino, o di stampe ingiallite perché a contatto per troppo tempo con una carta di bassa qualità. Insomma mettere in passe-par-tout ed incorniciare un’opera in carta, operazioni che vengono racchiuse nel montaggio, sono fasi fondamentali dell’intervento di restauro, nonché conclusive dello stesso. È quindi fondamentale, quando si deve incorniciare un’opera in carta o una fotografia, assicurarsi che questa operazione venga fatta nel modo giusto, chiedendo al corniciaio. Proprio perché le cornici e la carta sono su tutte le pareti delle nostre case.

Non vorremmo mai che i disegni dei nostri fogli, appesi alle pareti, ingiallissero, vero?

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Titolo: “Le cornici e la carta”
Sezione: “Contaminazioni”
Autore:  Alice Oliveri
Ospite:
Codice: IART2102072359MAN/A1
Ultimo aggiornamento: 07/02/2021
Pubblicazione in rete:  07/02/2021 (1° edizione,, novembre 2020)

Proprietà intellettuale: Esperienza Artheos
Fonte contenuti:  Esperienza Artheos
Fonte immagine: https://it.wikipedia.org/

Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:
Libri
Cesare Brandi, Teoria del restauro, 1963, Einaudi.
Articoli
– Luisa Scalabroni, Forme e ruoli della cornice nella rappresentazione pittorica, pubblicato in rete il 20 marzo 2008 su www.ec-aiss.it, rivista on-line dell’AISS (Associazione
Italiana Studi Semiotici)
– Andrea Pinotti, La cornice come oggetto teorico, in La cornice. Storie, teorie, testi, a cura di Daniela Ferrari e Andrea Pinotti, 2018, Johan&Levi editore
– Stefano Michele Demontis, Le forme della cornice, in Itinera, N° 11, 2016
Siti
https://lacultura.myblog.it/2009/03/15/storia-della-cornice/


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